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IL COMUNE DI TRATALIAS
La Cattedrale di Santa Maria fu edificata nel 1213, come indica un'iscrizione sulla
facciata e fino al 1513 fu sede della Diocesi del Sulcis: specchio fedele della raffinata edilizia sacra del suo tempo è un
mirabile ed elegantissimo esempio di architettura romanico-pisana interamente realizzata in conci di trachite chiara. Le losanghe
romboidali della facciata e le sculture dei capitelli del portale sud svelano l'influenza pisana così come la scala di pietra che
accede al tetto e che lascia a vista nell'alto della facciata gli ultimi gradini.
Il suggestivo interno della Cattedrale, diviso in tre navate, riflette le tendenze gotiche nell'abbondanza
degli archi acuti e nello slancio degli ornati e mostra un pregevole retablo cinquecentesco con scene dell'Annunciazione e del
martirio di Cristo.
Limitrofe alla Chiesa si ergono le strutture seicentesche di un Convento (un'iscrizione in
spagnolo incisa sul muro del cortile è datata 1655) in cui ora sono graziosamente alloggiati il Punto Ristoro e l'Ufficio
Turistico.
A lato della Chiesa sono visibili le case dell'antico villaggio di Tratalias che fu abbandonato quando, negli
anni 70, il paese venne ricostruito ad una quota maggiore a causa delle infiltrazioni causate dalla creazione dell'invaso artificiale di
Monte Pranu.
Su una piccola altura nei dintorni dell'abitato si ergono i resti del Nuraghe Is
Meurras (circa 1400 a.C.) al quale successivamente furono aggiunte altre due torri. Il lato nord della struttura
è ancora ben conservato e consente di distinguere la cronologia degli interventi edilizi: il più antico (cultura di
Bonnanaro) è caratterizzato da blocchi irregolari sovrapposti a secco (senza malta) mentre gli ampliamenti apportati a
distanza di qualche secolo furono realizzati con blocchi di pietra più piccoli, cementati con pietre minute frammiste a malta
fangosa. Intorno al complesso del Nuraghe bilobato si estendeva un ampio villaggio, forse uno dei più vasti della
Sardegna, di cui rimangono poche basi circolari di capanne e numerosi mucchi di pietre. Ai piedi della torre nuragica è
visibile una strada pavimentata, probabilmente romana, che sembrerebbe diretta da un lato verso Giba e dall'altro verso
S. Antioco.
Prodotti locali
Carciofi spinosi (sono i tipici carciofi sardi, dotati di pungenti aculei e di intensissimo sapore);
formaggi e carni di pecora; maialetto schironato; dolci di mandorle e di mosto cotto; vino dei produttori locali
(Monica, Nuragus).
Il cibo più antico è "sa trattalia", budello di agnellino
farcito con le tenere interiora e quindi arrostito sulla brace fino a croccantezza.
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