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IL COMUNE DI SANTADI
Le straordinarie grotte Is Zuddas (a 6 km da Santadi, aperte tutto l'anno)
sono il gioiello dell'attraente territorio comunale; le cavità si approfondano nel massiccio cambrico del calcareo
Monte Meana e proiettano il visitatore in una dimensione irreale, plasmata nei millenni dal lento lavorio
dell'acqua. La successione delle spettacolari sale ornate di colonne stalatto-stalagmitiche e di rare aragoniti eccentriche regala
emozioni da "Viaggio al centro della Terra" con effetti speciali a cura di Madre Natura.
Nei dintorni del paese si trova l'area naturalistica di Gutturu Mannu (Gola
grande, 5000 ettari) nota per la selvaggia bellezza dei suoi scenari, incisi da un'ampia e profonda gola scavata tra i monti del
sud-ovest. Gutturu Mannu è in parte confinante con la riserva di Monte Arcosu e vi dimorano l'aquila
reale, il cervo sardo e numerosa altra fauna.
La Caserma del Corpo Forestale, a 3 km dal paese (loc. Palazzina) è punto di partenza per i
bellissimi itinerari del fitto bosco mediterraneo di San Pantaleo ricco di acque, piccole cascate e, in
primavera-autunno, di squisiti funghi selvatici.
Le testimonianze nuragiche del territorio santadese sono riemerse dalla grotta di Su
Benatzu, un'ampia cavità carsica con più sale ricche di fini concrezioni, esplorata per la prima volta nel
1968 dall'Associazione Speleologica Iglesiente; per i Nuragici era un luogo sacro in cui celebrare riti e deporre offerte.
All'età fenicio-punica risale la monumentale fortezza sull'altura di Pani Loriga
(lungo la strada per Giba) originata come avamposto fortificato dai Fenici (circa 725 a.C.) a controllo delle vie minerarie, nello
stesso periodo in cui fu edificato l'avamposto di Monte Sirai.
Il Civico Museo Archeologico espone i reperti degli insediamenti succedutisi nel
territorio di Santadi dal Neolitico antico (VI mill. a.C.) al II sec. d.C. Una sezione è interamente dedicata ai numerosi
reperti provenienti dalla Grotta di Su Benatzu.
Nel Museo Etnografico "Sa Domu Antiga" rivive una tradizionale casa rurale con arredi e utensili
domestici e da lavoro. Il caseggiato di inizio '900 che lo ospita ha l'architettura semplice ed accattivante di una tipica abitazione
rurale del sud Sardegna, con cortile di acciottolato e loggiato esterno ("sa lolla") sul quale si affacciano i
vani nei quali sono illustrate le antiche tecniche di panificazione e di vinificazione.
Prodotti locali
Santadi è fin dall'antichità rinomato centro agricolo dai fertili terreni, rigogliosi
pascoli ed eccellenti produzioni: formaggi ovini e caprini, maialetti, miele, funghi selvatici
(primavera-autunno); la rinomata Cantina Sociale di Santadi produce soprattutto i rossi e corposi
Terre Brune e Rocca Rubia (Carignano del Sulcis e
Monica di Sardegna); vinifica le uve di 230 soci, per un totale di 600 ha di vigneti e di 1.800.000 bottiglie
prodotte annualmente.
La locale Latteria Sociale (150 soci, 25.600 ettolitri di latte ovino e caprino,
4.800 quintali annui di formaggi ) è banco di prova in Italia per il "sistema di rintracciabilità di filiera".
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