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IL COMUNE DI IGLESIAS
La storia di Iglesias, sede della nuova Provincia di Carbonia-Iglesias, è innestata su quella delle
miniere piombo-argentifere del Sulcis-Iglesiente che, ormai dismesse (l'ultima nel 1998), costituiscono un
eccezionale patrimonio visitabile e sito negli splendidi paesaggi del Parco Geominerario della Sardegna. Con il suo
territorio ricco di storia, cultura e meravigliosa Natura, Iglesias offre un'inesauribile miniera di emozioni: la marina di
Iglesias (Loc. Nebida e Masua) riserva scorci spettacolari ed anse sabbiose incastonate tra alte scogliere;
l'entroterra è verdissimo e montuoso ed offre escursioni lungo l'affascinante "Via dell'argento";
i percorsi del Parco del Linas- Marganai; le grotte del forziere speleologico iglesiente.
La città è circondata da verdi alture e conserva lembi di mura pisane ed
edifici medievali tra cui, ad est dell'abitato, l'imponente castello di Salvaterra (XIII sec.), cornice
dell'estivo Torneo della Balestra.
La Cattedrale di S. Chiara fu fatta erigere (1282-88) dal dantesco Ugolino della
Gherardesca: ha facciata romano-gotica, campanile rimaneggiato ma con campana del 1337 e, negli interni di stile
gotico-aragonese, un prezioso pastorale in argento del '500. La Chiesa di S. Francesco (XV-XVI sec.)
è più antica ma al suo impianto si sovrappose un rifacimento aragonese. La Chiesa di S. Maria
Valverde fu edificata a fine '200 fuori le mura con il coevo Santuario di S. Maria delle Grazie che delle
originarie architetture conserva la parte inferiore della facciata e una monofora gotica.
Il Museo di Mineralogia espone la più ampia collezione sarda di campioni
minerali (circa 800) e di fossili. Lo affianca, nello stesso stabile, il Museo dell'Arte Mineraria con visita guidata
da periti minerari alle gallerie a più rami nelle quali si apprezza il patrimonio scientifico, umano e culturale della locale
storia mineraria.
In estate Iglesias si accende con la spettacolare Processione dell'Assunta (is
Candeberis) e con le molteplici manifestazioni organizzate da Comune e Pro Loco. Nel ben valorizzato centro storico
si svolgono ogni anno ininterrottamente da circa 3 secoli i suggestivi riti della Settimana Santa culminanti in
S'incontru (domenica di Pasqua) e in S'Interru (martedì dopo
Pasqua).
Breve storia di Iglesias
La storia di Iglesias è connessa
all'attività delle miniere del Sulcis-Iglesiente (Monteponi,
Montevecchio, Masua-Porto Flavia le più note) fino alla II guerra
mondiale producenti il 90% del piombo e il 70% dello zinco nazionale. Già Nuragici, Fenici e Cartaginesi sfruttarono i ricchi
filoni piombo-argentiferi e le loro vestigia affiorano in più zone dell'Iglesiente; furono i Romani ad
"industrializzare" l'estrazione contando su una manodopera illimitata, costituita da schiavi e cristiani deportati
"ad metalla". Da allora il distretto minerario del Sulcis-Iglesiente attrasse tutti coloro che nei secoli
dominarono la Sardegna.
Il nucleo storico di Villa Ecclesiae o Villa di Chiesa (primo nome di Iglesias) si
originò durante il dominio dei Pisani che nel 1257, con la battaglia di Santa Igia, s'impadronirono dei territori del Giudicato
di Cagliari. Nel distretto minerario operava un mix etnico (Sardi,Toscani, Tedeschi etc.) e ad allora risale l'edificazione delle prime
Chiese di Iglesias che era intanto divenuta per economia e numero di abitanti la seconda città del centro-sud Sardegna,
dopo Cagliari. I Pisani fortificarono Iglesias con una cinta muraria munita di 20 torrioni, con 4 porte (Castello,
San Sebastiano, Maestra, Nuova) e, ad est, il castello di Salvaterra; la dotarono di un acquedotto e
di uno Statuto della città e dell'attività mineraria, il cosiddetto "Breve di Villa di
Chiesa" (l'unica copia, scampata ad un incendio del 1354, è nell'Archivio comunale).
Nel 1323 Gli Aragonesi sbarcarono militarmente nel Golfo di Palmas e mossero in primis verso Iglesias
assediandola per 8 mesi;nonostante la resa la città mantenne il diritto di essere amministrata secondo lo Statuto pisano e
nel 1436, pur di non essere inclusa nel feudo dei Carroz pagò un consistente riscatto, preferendo far parte delle
proprietà dirette del sovrano spagnolo
Tra il 1450 e l'inizio del dominio sabaudo (II metà XVIII sec.)
l'attività mineraria per varie cause (resistenza sarda agli Spagnoli, epidemie e carestie) si arrestò e riprese nel
1788, quando i Piemontesi riaprirono le miniere di Monteponi il cui sfruttamento industriale iniziò nel 1850. Iglesias
conobbe nuova prosperità ma le condizioni dei minatori erano durissime e il malcontento si concretizzò in scioperi
e proteste durante le quali le Guardie reali uccisero sette minatori.
A partire dall'ultimo dopoguerra la crisi del comparto minerario sardo causò la chiusura di tutte le
miniere (l'ultima nel 1998) ma Iglesias con il suo bellissimo e vario territorio ricco di storia, tradizioni, cultura e splendida natura
offre al visitatore un'inesauribile miniera di emozioni.
Prodotti locali
Tra gli ottimi piatti della gastronomia iglesiente: capretto e maialino arrostiti,
maccaronis de busa (pasta fresca di semola lavorata a mano); pane di semola in molteplici varietà
(su pani tundu, su coccòi pintau, sa pustadedda, su piseddu); squisiti dolci di pasta di
mandorle e ottimi vini locali (Carignano del Sulcis, Monica, Nuragus).
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