 |
IL COMUNE DI GIBA
La spiaggia e la laguna di Porto Botte costituiscono la marina di Giba
protesa sul Golfo di Palmas con il litorale sabbioso di Porto Botte, lungo circa 1500 m e impreziosito dalla retrostante
laguna, luogo ideale per il bird-watching, per godere di una natura quasi intoccata dall'attività umana e
per ascoltare, nella magica atmosfera di uno specchio d'acqua quietamente disteso tra terra e mare, i richiami di aironi, di
fenicotteri, falchi pescatori, polli sultani, piro-piro e cenerini.
Il basso fondale rende Porto Botte sicuro per la balneazione e perfetto per lunghe passeggiate tonificanti,
con le gambe immerse ed il busto fuori dall'acqua. La marina di Giba ben si presta alla talasso-terapia "fai da
te", da praticare anche nei mesi non estivi, periodi nei quali il rarefatto silenzio di Porto Botte è salutare
quanto il purissimo aerosol salso-iodico inalabile lungo la sua battigia.
Il Golfo di Palmas offre numerosi approdi naturali di cui nei millenni, a partire dai Fenici, fruirono coloro che
più o meno pacificamente sbarcarono in Sardegna. L'abitato di Giba si originò quindi nell'entroterra (probabilmente
intorno al V sec. d.C.) ma questo non fu sufficiente a proteggerlo dalle razzie piratesche che lo minacciarono per più
secoli contribuendo, insieme alla malaria, all'abbandono delle fertili e produttive villae agricole sviluppatesi intorno al monastero che i
monaci vittorini edificarono intorno al 1000 a sud-est dell'odierno abitato, sulle colline ammantate di lentischio, di cisto e di
splendidi ulivi secolari. I ruderi del monastero, parzialmente recuperati, sono ora inclusi nel
Parco comunale di Is Muras.
A circa 5 km da Giba si trova la Chiesa di S. Maria (loc. Villarios) di cui sappiamo che fu
costruita prima del 1066 perché la menziona un documento recante quella data; dell'impianto medievale resta un piccolo
arco originariamente forse parte della facciata della Chiesa, ampiamente restaurata intorno al 1600 in stile tardo-gotico.
Nella zona di Villarios, parzialmente coperti dalla vegetazione e circondati da abitazioni rurali, si
ergono i resti dell'omonimo Nuraghe (circa 1300 a.C) ma la più antica emergenza archeologica di Giba
è una tomba domus de janas della cultura protosarda di S. Michele (3200-2500 a.C.), sita ad
ovest dell'abitato.
Prodotti locali
Giba ha un'antica tradizione tessile e tuttora vi si producono preziosi articoli
tessuti "a pibionis" con i tradizionali telai di legno o ricamati a mano (tendaggi, arazzi, tappeti).
Tra le produzioni agricole gibesi spiccano i carciofi spinosi, pomodori, angurie, meloni, ortofrutticoli
e e il vino Carignano dei piccoli produttori locali mentre la raccolta spontanea assicura funghi e asparagi (primavera-autunno).
La Coop. "Terre Shardanà" produce artigianalmente golose conserve sott'olio
(cuori di carciofo, asparagi, cardi selvatici, pomodori secchi, funghi).
|