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IL COMUNE DI CARBONIA
A qualche km da Carbonia si staglia l'altura del panoramico Monte Sirai sulla cui piana sommità si erge la
spettacolare fortezza fenicio-punica di Monte Sirai (725 a.C.). Le prime testimonianze umane a M. Sirai e nella
periferia di Carbonia sono le tombe neolitiche scavate nel tufo (domus de janas, circa 2300 a.C.), alcune delle quali si trovano
accanto alle necropoli punica di M.Sirai.
Più torri nuragiche erano presenti in tutta l'area, con l'imponente Nuraghe
Sirai a guardia della via dì accesso al monte. Il visitatore compie un affascinante viaggio nell'antichissima storia
del Mediterraneo e può ammirare i preziosi reperti punici di Monte Sirai nel Museo Archeologico di Carbonia.
Nei dintorni della città, che è sede di parte degli Uffici della nuova Provincia di
Carbonia-Iglesias, si trova la grotta di Su Carroppu, uno dei primi insediamenti preistorici documentati in
Sardegna, ma l'odierna Carbonia fu edificata ex novo nel 1937 ed inaugurata il 18 dicembre 1938.
Il suo impianto urbanistico è un raro esempio di città progettata secondo l'architettura
fascista del tempo (Studio Valli e Guidi) per ospitare gli addetti dell'estrazione del carbone; conobbe ininterrotta
crescita demografica con un picco di quasi 50.000 abitanti nel 1949 (di cui circa 18.000 occupati nell'industria carbonifera).
Nel 1971, chiuse le miniere, i residenti scesero a circa 30.000. Nell'attuale economia cittadina gioca un
ruolo importante il polo industriale di Portovesme (Comune di Portoscuso), originato a partire dagli anni '70 per bilanciare la crisi del
settore estrattivo ed i cui insediamenti sono attualmente oggetto di prime riflessioni, da parte delle comunità residenti
nell'area, sulla biocompatibilità della loro presenza.
Il Museo Civico Archeologico è sito in un bel parco ed alloggiato nell'elegante
struttura di Villa Sulcis, ex sede della Direzione delle Miniere. Espone i reperti delle culture che si succedettero
nel territorio di Carbonia, divisi nelle età preistorica, protostorica, nuragica e fenicio-punica. Mostra anche reperti
di età romana provenienti dal santuario di Demetra (loc. Terraseo, Narcao) e da tombe
bizantine di Santadi. È allestito con un percorso tattile per ipovedenti, uno spazio multimediale e un fornitissimo
book-shop.
Prodotti locali
La locale gastronomia fa perno sui fertili agri e sui salubri pascoli dell'ovest
della Provincia del Sole e sui prodotti della pesca del vicino Golfo di Palmas (crostacei, spigole, mormore,
tonno), offrendo sapidi arrosti di carni (agnello, maialino) e grigliate di pesci. I primi piatti sono quelli della tradizione del
Sud Sardegna (ravioli di sfoglia senz'uova, farciti di ricotta con zafferano e malloreddus conditi con sugo di
salsiccia e pecorino grattugiato).
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