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Età Bizantina

ETÀ BIZANTINA

Cronistoria età tardo Romana e Bizantina
306-337
Regno dell'imperatore romano Costantino, che sposta la capitale da Roma a Bisanzio (poi chiamata Costantinopoli, oggi Istambul).
390
1° sacco di Roma ad opera del barbaro Brenno.
395
Muore Teodosio I, ultimo imperatore dell'Impero Romano.
395
L'Impero viene diviso tra i due figli di Teodosio, in impero romano d'Oriente (395-1453) e impero romano di Occidente (395-476).
410
2° sacco di Roma ad opera dei Visigoti di Alarico.
439
I Vandali conquistano Cartagine e il nord Africa.
452-455
Gli Unni di Attila arrivano nel nord Italia. I Vandali di Genserico saccheggiano Roma.
476
Trattato col quale gli Imperatori romani d'Oriente e d'Occidente riconoscono il possesso della Sardegna da parte dei Vandali.
476
Gli Ostrogoti di Odoacre estinguono l'impero romano di Occidente e si annettono l'Italia. Inizio convenzionale del Medioevo europeo.
461-514
Pontificati di due Papi sardi: Simmaco (fino al 498) e quindi Ilario.
527-565
Regno dell'imperatore romano d'Oriente Giustiniano I.
533
Giustiniano invia truppe in nord Africa contro il regno dei Vandali.
534
Il bizantino Cirillo sconfigge i Vandali in Sardegna. Inizio del dominio bizantino nell'Isola (534-650).
535-547
Guerra greco-gotica. I Bizantini sconfiggono gli Ostrogoti e conquistano l'Italia. L'Impero romano d'Oriente raggiunge la sua massima espansione territoriale.
568
I Longobardi invadono il nord Italia, con roccaforti a Cividale del Friuli ed Aquileia.
669-673
Gli Arabi assediano Bisanzio.
698
Conquista araba di Cartagine e dell'Africa nord-occidentale.
705
Prima incursione araba documentata in Sardegna.

(legenda: [a] approfondimenti - [n] note)

Dominio bizantino (534-650)

Tra il IV ed il V sec. lo sgretolamento dell'Impero romano causò l'impoverimento e la decadenza della Sardegna. La stessa Roma era saccheggiata dai Barbari e i centri costieri dell'Isola, non più protetti, furono ripetutamente depredati dai pirati nord africani. Nel 406 i Vandali oltrepassano il Reno, con il Danubio storico confine NE dell'Impero romano. Si impadroniscono di parte dell'Europa e del nord Africa, dove conquistano Cartagine ed Ippona (nel cui assedio, nel 430, muore Sant'Agostino [n]) costituendo il regno vandalo d'Africa.

Nel 456 i Vandali d'Africa di Genserico, di ritorno dal sacco di Roma, occupano Carales e altre città costiere della Sardegna, sancendo la fine di sette secoli di possesso romano dell'Isola. La dominazione vandala fu breve, fino al 533, non influì sull'organizzazione sociale e rurale sviluppatasi sotto Roma ma veicolò indirettamente in Sardegna, intorno al 508, i primi vescovi cristiani [a]. Dei Vandali ci è giunta solo qualche spartana tomba ma sappiamo che furono loro a deportare e stanziare nel Sulcis qualche migliaio di Mauri, temuti per le loro razzie.

Nel 533 le armate dell'Impero romano d'Oriente [a] sconfiggono i Vandali e riconquistano il nord Africa; nel 534 annettono la Sardegna all'impero bizantino. Gli unici documenti di questo periodo della storia sarda sono le lettere di Papa Gregorio Magno (590-604) documentanti il perdurare nella Sardegna tardo-antica di una regione interna barbarica attorniata dal restante territorio insulare, del tutto romanizzato e già in contatto con gli esuli cristiani.

La dominazione bizantina immette la Sardegna in una storia differente da quella italica ed europea: l'Isola sfugge alle orde che spadroneggiano nella Penisola, non entra nella sfera carolingia e feudale del regno dei Franchi e diviene una provincia della collaudata organizzazione statale bizantina [a], che per oltre un millennio perpetuerà la concezione giuridica romana di Stato e di proprietà pubblica/privata. I Bizantini peraltro chiamavano se stessi solo Romaioi (in greco, Romani).

È in età bizantina, intorno al 550, regnante Giustiniano I [a], che il Cristianesimo si diffonde definitivamente in Sardegna. [n] La penetrazione dei Monaci greci fu favorita da Gregorio Magno, sotto il cui pontificato si convertirono i Barbaricini; nel 594 il Papa scrive al loro capo Ospitone per sancire l'avvenuta conversione, chiamandolo Gregorius Hospitoni duci Barbaricinorum.

Per i Bizantini la Sardegna era una provincia ai confini dell'impero ma importante per posizione geografica, produzioni cerealicole, metalli; i Monaci greci veicolarono nell'Isola il culto ortodosso [n] e promossero la costruzione di numerose Chiese mentre sotto l'impulso dell'Impero le città costiere e i commerci ritrovavano sicurezza e prosperità. [n]

La Sardegna era sotto la giurisdizione civile di uno Judex Provinciae, con proprio tribunale in Cagliari, mentre al governo militare attendeva un dux insediato a Forum Traiani (l'attuale Fordongianus), al limite del territorio ostile dei Barbaricini.

I Bizantini inasprirono la pressione fiscale vessando i Sardi con molteplici tributi, cui si aggiungevano i suffragia, elargizioni forzate con cui gli ufficiali imperiali recuperavano le somme spese per fare carriera. Il greco bizantino era la lingua delle leggi, del culto e dei comandi militari ma in tutta la Sardegna continuava a prevalere il latino.

Tra il 669 e il 673 gli Arabi, in piena espansione, assediano Bisanzio [n] e intensificano la loro presenza nel Mediterraneo occidentale: nel 698 conquistano Cartagine, islamizzando l'Africa nord-occidentale. I Bizantini erano impegnati su più fronti militari e la Sardegna, lasciata a sé, fu colpita nel 711 da un'imponente incursione araba, contemporanea alla pressione islamica sulla Spagna.

Tra il 700 e il 1000 gli Arabi (la cui espansione in Europa occidentale fu fermata nel 732 a Poitiers da Carlo Martello) tentarono a più riprese di annettersi la Sardegna; nel 752 truppe musulmane occuparono il Sud Sardegna, imponendo il tributo della Giziah, ma la disperata resistenza dei Sardi li respinse dopo breve tempo. Nell'827 gli Arabi s'impadroniscono della Sicilia e di fatto controlleranno tutto il Mediterraneo occidentale fino ai primi secoli del Mille.

Il possesso bizantino della Sardegna si protrasse stabilmente fino a circa il 650. In quel periodo, in una situazione di distacco forzoso da Bisanzio e dal resto d'Europa, l'Isola dovette far conto su proprie energie per difendersi dagli Arabi e iniziò a sviluppare una singolare autonomia politica che troverà piena espressione nella Sardegna dei Giudici.

Intorno al 650 i poteri dei due governatori bizantini della Sardegna, lo Judex e il dux, furono delegati ad un'autorità unica: tra l'851 e l'863, sotto la pressione di continue depredazioni arabe, i luogotenenti dell'autorità unica nelle quattro circoscrizioni più importanti dell'Isola si autonominarono Judex e ciascuno si pose a capo di un Giudicato sovrano ed autonomo: Calaris (Cagliari), Arborea, Torres (Logudoro) e Gallura.

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